Nardodipace, il borgo fantasma simbolo di tradizione nel Vibonese (VIDEO)

Nardodipace non è una vera meta turistica, ma dovrebbe esserlo. Nardodipace rappresenta la Calabria che non c’è più. La Calabria della tradizione, degli insediamenti rurali, della vita scandita dalle ore di luce, dalla scelta di lasciare la costa per l’entroterra. Rappresenta la Calabria che non viene valorizzata come memoria storica di un passato che non tornerà, come tributo a una generazione forte e fiera. Una generazione che ha ancora qualche testimone, che si è rifiutata di lasciare il borgo vecchio e continua a vivere lì dove il tempo si è fermato, tra case basse, formate da un’unica stanza nella quale viveva una famiglia, porte di legno, vita semplice fatta di condivisioni. Nardodipace vecchio è testimonianza silenziosa.

 

Un po’ di storia

Fu fondato nel XVIII secolo come Casale di Fabrizia da cui resta dipendente fino al 1901, anno in cui diventa comune autonomo. Nel 1951 Nardodipace come molti paesi della Calabria vengono travolti da un’alluvione, e l’abitato viene ricostruito 6 km a monte in località Ciano. La popolazione abbandona progressivamente il precedente centro abitato che viene rinominato come: “Nardodipace vecchio”. Dal 2004 il territorio entra a far parte dell’area naturale protetta del Parco naturale regionale delle Serre.

Tra i vicoli

La cosa che ci ha più colpiti del vecchio abitato è che tutto è rimasto sospeso nel tempo. Porte e finestre chiuse, insegne stradali, strade comunque ben tenute. Sembra che da un momento all’altro qualcuno possa uscire da quelle porte come se nulla fosse. E’ affascinante vedere come si viveva un tempo, in queste case fatte da una sola grande stanza dove la famiglia si riuniva attorno alle stufe. Una delle caratteristiche del borgo sono le porte delle case, molto piccole e basse, di legno e in alcune con intarsi. L’ unica modernità che stride con il contesto è la chiesa con la facciata restaurata che però abbiamo trovato chiusa. La zona nuova sembra anch’essa uscita da un film anni 50 con le case tutte uguali e la scritta municipio con la vernice. La visita del borgo non è per nulla faticosa, e la consigliamo anche con bambini piccoli. E’ possibile lasciare l’auto proprio all’ingresso del borgo vecchio e continuare la visita a piedi.

Emmainvaligia

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