Catania e dintorni

Fare le valigie è per noi un’emozione forte. Non importa dove si va, ma partire ci emoziona. Soprattutto dopo tanto tempo. E stavolta siamo ripartiti dopo un pausa davvero lunga, tra la fine dell’estate, inizio asilo, palestra e vari raffreddori. La scelta è ricaduta sulla Sicilia, visita di Catania, escursione sull’Etna e cena al pub ufficiale dedicato ad Harry Potter (per questo c’è un post a parte). Siamo partiti come al solito di mattina dopo la colazione a cui non rinunciamo mai e arrivati in auto all’autogrill di Rosarno abbiamo scoperto che dal 1 settembre 2019 non è più possibile acquistare i biglietti per il traghetto, si possono effettuare al porto tramite gli operatori o macchinette automatiche, tramite Telepass oppure direttamente dal sito cliccando qui. Il viaggio in auto dura circa 4 ore compreso i 30 minuti di traghetto dove nell’attesa che si naviga tra la Calabria e La Sicilia è d’obbligo mangiare un arancino a bordo. A Catania ci ha accolto un tempo incerto ma comunque non freddo e ci siamo subito dedicati alla vista del centro storico, dei vicoli e del mercato del pesce. Da piazza Duomo dove fanno padrone la cattedrale di Sant’Agata, la statua dell’elefante simbolo della città con la sua fontana, ci siamo avventurati a via Gisira, via Pardo e via Riccioli, le famose vie del mercato adornate di ombrelli colorati. Uno spettacolo meraviglioso insieme ai banchi pieni di prelibatezze siciliane. Oltre ai banchi del mercato queste vie sono ricche di piccoli ristoranti e trattorie dove poter mangiare con una vista davvero particolare. E noi non ce la siamo fatti sfuggire, gustando una deliziosa pasta alla Norma. Dopo pranzo ci siamo avventurati alla scoperta di Castello Ursino costruito da Federico II di Svevia. All’interno è possibile visitare il museo civico dove è da poco esposto il “Kouros ritrovato”, la preziosa statua in marmo cui da poco è stata ricongiunta la testa. Le due parti erano state rinvenute in epoche diverse (tra ‘700 e primi del ‘900) a Lentiniuna delle più antiche colonie greche di Sicilia, nell’attuale provincia di Siracusa e, successivamente, esposte separatamente a Siracusa, nel Museo archeologico Paolo Orsi (il busto) e a Catania, nel Museo civico di Castello Ursino (la testa). Un’ équipe di esperti di varie discipline, che ha studiato congiuntamente il torso e la testa, ha riconosciuto l’appartenenza delle due parti ad un unica statua. L’unione delle due parti, adagiate su un basamento in marmo grigio di Billiemi, è opera dello scultore Giacomo Rizzo. La mostra è visitabile ancora per poco, fino al 1 dicembre. Oltre il kouros, sono esposti arazzi e argenti di varie epoche, era presente una mostra su carte e tarocchi antichi oltre ad ammirare l’architettura stessa del palazzo. Dopo una meritatissima pausa gelato per la nostra piccola viaggiatrice che come al solito ha apprezzato il museo, abbiamo visitato la cattedrale (apertura pomeridiana alle 16:30) e la chiesa della Badia di San’Agata. Per chi ama lo stile barocco, tipico catanese, e le chiese non può perdere la via dei Cruciferi, in 200 metri sono presenti 4 chiese, chiesa di San Benedetto collegata al suo monastero, chiesa di San Francesco Borgia, il collegio dei Gesuiti e la chiesa di San Giuliano. Catania è davvero una città bellissima, con un’architettura favolosa, non si riesce a staccare gli occhi dai bellissimi palazzi un tempo abitati dalla nobiltà locale. Le cose da visitare sono infinite: Palazzo Biscari, dove prenotando in anticipo si fa la conoscenza del principe che fa da cicerone nel suo palazzo, il teatro Bellini, i resti del teatro greco romano in via Vittorio Emanuele II, e un po’ di shopping per via Etnea che, se si percorre tutta si arriva a villa Bellini, uno splendido parco. Il tempo purtroppo con noi non è stato clemente ma abbiamo cercato di visitare il più possibile. Appena uscito il sole di corsa siamo partiti alla volta dell’Etna, arrivando a rifugio Sapienza per visitare i crateri silvestri, accessibili gratuitamente a pochi passi dal parcheggio. Faceva freddo a causa del forte vento ma il paesaggio è da restare senza parole. Per il viaggio in auto ci accompagna il foliage autunnale che a un certo punto si dirada e lascia spazio a un paesaggio sterile, con resti di colate di lava e pietre vulcaniche a perdita d’occhio.
Sembrava di stare sulla luna. L’Etna è maestoso, un gigante semidormiente, Emma lo ha ammirato forse anche un pochino impaurita. La loro formazione risale all’eruzione del 1892 e si trovano a 1900 metri di altezza. Da qui si possono prendere vari sentieri e vedere altri crateri o tramite la funivia salire ancora più su. Il cratere inferiore è visitabile anche al suo interno e facilmente raggiungibile, quello superiore è un po’ più difficoltoso a causa della salita. Noi ci siamo fermati qui ma ci siamo riproposti di tornarci, magari in estate per salire a visitare i crateri sommitali.

Un altro motivo per tornare in Sicilia.

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