Budapest

La chiamano la Parigi dell’est. Non posso dirlo, Parigi ci manca come tappa. Ma posso sicuramente dire che Budapest è bella da togliere il fiato. Itinerario di 6 giorni a dicembre, comunque pochi per visitare tutto, forse a causa del freddo. Noi non ci scoraggiamo, prendiamo il solito appartamento a 2 passi dalla piazza principale dove sono allestiti i mercatini di Natale, atmosfera perfetta e nonostante sia coperta come in Alaska a Emma si illuminano gli occhi. Decidiamo come al solito di girare a piedi, e così dedichiamo una giornata alla visita del Castello, del Bastione dei Pescatori e della chiesa di San Mattia. Una meraviglia dietro l’altra, ci fermiamo anche a pranzo a provare delle baguette farcite e il Goulash. Per arrivare in cima alla collina di Buda a visitare il castello percorriamo a piedi un tratto lungo il Danubio e attraversiamo il maestoso Ponte delle Catene, un’opera di straordinaria bellezza architettonica, davvero maestoso. Per il castello ci sono diverse opzioni: navetta, a piedi (per i più temerari) e funicolare. Noi, causa passeggino e vento gelido scegliamo la comoda navetta. Arrivati al castello becchiamo il cambio della guardia e ci gustiamo una vista mozzafiato della parte di Pest. Il castello è proprio come nelle favole e con l’atmosfera invernale anche un po’ cupo. Il Bastione dei Pescatori è affascinante e scenografico, con la sua ampia scalinata e le statue in marmo, la vista da ogni piccolo intarsio regala meraviglia. Rappresenta anche l’ingresso del quartiere di Buda, sicuramente il più romantico e caratteristico della città. La chiesa di San Mattia è una favola neogotica, l’interno è maestoso, dopotutto è qui che si svolgevano le incoronazioni reali. All’interno della chiesa c’è anche un piccolo museo dove sono conservate corone, armature e vari oggetti appartenuti a re, cavalieri e monaci. Il freddo ha vinto parecchie volte e spesso dopo aver visitato qualcosa ci rifugiavamo nei mercatini a bere qualcosa di caldo e mangiare dolci strepitosi. D’obbligo il Kürtőskalács un rotolo ricoperto di zucchero e spezie. Budapest è una città ricca di storia e la seconda guerra mondiale ha lasciato il segno anche qui e sicuramente non possiamo esimerci da visitare i monumenti che sono tanti: le “Scarpe sulla riva del Danubio” ricorda un massacro di cittadini ebrei compiuto dai miliziani del Partito delle Croci Frecciate, fucilati e gettati nel fiume, il freddo pungente e la pioggia fanno di quel monumento uno scenario davvero toccante. La “Casa del Terrore” mi riporta di nuovo ad Auschwitz: è un monumento museo che raccoglie gli orrori delle due dittature, comunismo e razzismo che hanno distrutto la città. Il palazzo è imponente, con quella scritta sul tetto Terror, che fa capire ciò che troveremo all’ interno. Nella prima sala un carro armato sovietico ben conservato che ci introduce in stanze buie con musiche di sottofondo che ci accompagnano, ricche di foto, documenti, filmati e oggetti, fino alle stanze sotterranee teatro di orrende torture; anche qui l’umanità aveva cessato di esistere. Visitiamo anche la grande Sinagoga, con il suo cimitero e il museo, si trova all’ interno del ghetto di cui però non resta traccia se non delle linee di confine immaginarie. Una giornata è stata dedicata alla visita del Parlamento, davvero da non perdere, i biglietti li ho prenotati dal loro sito. La guida parla italiano e spiega tutto ciò che c’è da sapere su questo immenso edificio. Da non perdere anche la basilica di Santo Stefano, dove all’ interno è custodita la sua reliquia, noi l’abbiamo beccata sempre piena di gente, a causa delle festività natalizie imminenti. Ci sarebbe stato da visitare Piazza degli Eroi, le terme e l’isola Margherita, ma il freddo era davvero tanto soprattutto con una bimba di 3 anni al seguito. Ma passiamo ai consigli proprio per i bimbi: col passeggino nessun problema, siamo entrati ovunque e sulle vie dello shopping il traffico è chiuso. Noi siamo stati nel periodo natalizio quindi abbiamo mangiato anche nei mercatini di Natale dove trovi una varietà di pietanze che accontentano tutti i gusti. Una colazione ce la siamo concessa da Gerbeaud, la pasticceria più antica e bella di Budapest: un po’ cara rispetto a tutto il resto ma ne vale la pena. Abbiamo pagato 28 euro, ma una volta in vacanza si può fare. Se andate in inverno copritevi ma a strati, nei negozi, ristoranti e negli appartamenti fa caldissimo. Molti ristoranti sono attrezzati per i bambini, dove hanno angoli gioco: uno su tutti il Kajahu, prezzi onesti, cibo buono che si ordina direttamente dai tablet al tavolo e angolo bimbi fornitissimo. L’atmosfera del Natale ha reso tutto molto magico, ma forse per goderla e girarla meglio consiglio la primavera. Per raggiungere il centro dall’aereoporto una volta atterrati con Ryanair abbiamo utilizzato un taxi per una questione di comodità pagando 20 euro per un tragitto di circa 30 minuti.

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